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Dalla registrazione alla prima famiglia. Per chi aiuta GrandMy è gratuito: l'abbonamento lo paga la famiglia.
Quali attività puoi svolgere, in che zona ti muovi, quali lingue parli. Puoi indicare una tariffa, ma è solo un'indicazione di massima.
Prima di poterti candidare, una persona di GrandMy legge il profilo. Serve a tenere fuori le richieste che escono dal perimetro, non a giudicare te.
Filtri per distanza, attività e frequenza. I filtri li scegli tu: GrandMy non decide chi è adatto a cosa.
Scrivi qualche riga di presentazione. Il tuo numero non compare: il contatto passa dalla piattaforma finché non decidete altrimenti.
Se la famiglia ti sceglie, si apre la conversazione. Il compenso lo concordate voi: GrandMy non ti paga e non trattiene commissioni.
Per chi aiuta, GrandMy è gratuito. L'abbonamento riguarda solo l'accesso della famiglia al servizio.
Nessuno ti chiederà mai di fare qualcosa che non sia in questo elenco: le richieste che escono dal perimetro vengono rifiutate prima di arrivarti.
Compagnia e conversazione · Lettura di libri, lettere o giornali · Giocare a carte o ad altri giochi · Bere un caffè o fare due chiacchiere fuori · Fare una videochiamata con i parenti · Promemoria non sanitari
Accompagnamento · Spesa e piccole commissioni · Passeggiate · Accompagnare a fare acquisti · Ritirare un pacco o piccoli acquisti · Portare il cane a fare una passeggiata
Preparazione di pasti semplici · Piccole attività domestiche non professionali
Aiuto con smartphone, computer, SPID e servizi digitali · Lettura e organizzazione delle bollette · Configurare televisore, Wi-Fi o telefono
Il compenso lo concordate direttamente fra voi: GrandMy non lo gestisce e non trattiene nulla.
Non sono attività che gli aiutanti scelgono di non fare: sono fuori da ciò che GrandMy permette di chiedere, e le richieste che le contengono vengono rifiutate.
Chi si propone su GrandMy è un vicino di casa, non un infermiere: dare un farmaco, leggere la pressione o sollevare chi non si regge in piedi sono gesti che richiedono una formazione, e che fatti male fanno male davvero — a chi riceve l'aiuto e a chi lo dà. Se quello che serve è di questo tipo, chiedete al medico di famiglia o ai servizi sociali del comune: sapranno indicarvi le figure giuste. Non è un no e basta — è un no con l'indirizzo di dove andare.
Sì: è un promemoria, ed è fra le attività ammesse. Quello che non si può è preparare le medicine o fare un'iniezione — lì si entra nella somministrazione, che richiede una qualifica. Quello che conta è chi fa il gesto, non come lo si chiama: ricordare è una frase, somministrare è un atto sanitario.
I due percorsi si incontrano quando la famiglia accetta una candidatura: da quel momento c'è una conversazione, e il resto lo decidete voi due. Come funziona per chi cerca aiuto.